Strumentisti di Parole/Musicians of words

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Reaload #Coeva, the novel

copdef Coeva è una desertica potenza del sapere a priori o dell’inizio; è Indifferenza perfettamente libera dalla necessità di esser origine, non può certo essere costretta nella necessità di non essere origine. Nessuna necessità di muoversi alla creazione nessuna necessità di non muoversi. Nella dotta ignoranza non si pone soltanto l’identità tra puro possibile e immediatamente esistente (sulla quale fa perno lo sviluppo dell’analisi della ricerca (del Dono). Il dono nomos dell’amore, la generazione di testimoni coevi dii. Quest’opera è il testo più coraggioso che, pensato come omaggio alla Kronos, ha osato portare sulla scena una simile figura di logos, nella quale è possibile intravedere una virtualità, sia pure improbabile nell’orizzonte dello spirito borghese del tempo che fu e che sarà. Esistono in ogni momento culturale, che può durare un anno o dieci, certe figure di spicco da cui non si può prescindere, a cui non si sfugge, che non bisogna mancare, se si è interessati a capire l’aria del tempo, l’aria che tira, il tempo che fa, i sogni, i bisogni, le superstizioni e le manie. Coeva, “ubiquo” ai casi questo è il titolo che suggerisco.

(M.C.)

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New word sounds (Nuove parole acustiche)

ImmagineSupponiamo di smettere di pensare alla letteratura come oggetto e di iniziare a considerarla un innesco per l’esperienza.

Scenari remoti, lungo la grotta artificiale si colgono improvvise le fenditure nelle mura. Il colore appena accennato. l’umidità che altera l’elettricità dell’aria. Un riverbero, un lungo riverbero muta lo scenario acustico ad ogni nuovo passo. Proviamo a scrivere, ma, per uno strano effetto, le parole paiono inadeguate; come in una cattedrale arcaica, come nella madre di tutte le cattedrali, il senso di un nuovo respiro, remoto, ci riempie simile a un mantra. Emissioni energetiche e una strana sensazione di grembo materno, di accoglienza. queste parole così lunghi, molti secondi, creano bordoni, riempiono con moltissime stille di ridondanza ciclica, tasselli di memorie acustiche, il nostro andare verso la luce. Lo scrivere una nuova esperienza sensoriale, tra corpo e desiderio. è una sorta di rinascita, il desiderio di rinascere.

Suppose we stop thinking of literature as an object and to begin to consider it a primer for the experience.

Remote scenarios, along the cave you capture sudden fissures in the walls. The color just mentioned. humidity that alters the power of the air. A reverb, long reverb changes the scenario sound at every new step. We try to write, but for a strange effect, the words seem inadequate, as in an ancient cathedral, as the mother of all cathedrals, the sense of a new breath, remote fills us like a mantra. Emission energy and a strange feeling of the womb, the host. these words so long, many seconds, create drones, filled with lots of drops cyclic redundancy, pieces of acoustic memories, our walk towards the light. Writing a new sensory experience, of body and desire. is a kind of rebirth, the desire to be reborn.

TheCoevas


Look into the eyeballs (Quando con gli occhi…)

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QUANDO CON LI OCCHI LI OCCHI… we sticked. Canto XXXIII of the Purgatorio.

Writing for us it was a revelation, a look just like the metaphor on the eyes of these lines. Similarly the eyes of Dante have been beaten, shocked by the brilliance and splendor of the eyes of Beatrice. We have known and felt the secret virtue, mysterious and invigorating and the highest virtue of writing has struck just as a look, and gaze through the heart with the respect and love just like that when the child is afraid to take refuge from the runs mom (…)(…) TOSTO CHE NELLA VISTA MI PERCOSSE L’ALTA VIRTU’ CHE GIA’ M’AVEA TRAFITTO (…) I turned to the left with rispitto with which the little child runs to his mother when he is afraid or when he is afflicted (…) Purgatorio Canto XXX. Why repeat and affirm the semantic theme of the eyes, the look through them because we base relationships of trust and the four of us friends have glimpsed something essential in the person that was before us, the emotions and moods in life and then in writing are congruent. Following the written word has enabled us to articulate what was taking place in the history of our souls and our lives. And our work is just like our eyes, our eyes with their endless expressions are intended to be sincere and be taken seriously by readers.

Maria Pia Carlucci

QUANDO CON LI OCCHI LI OCCHI…ci percuotemmo. Canto XXXIII del Purgatorio.

Lo scrivere per noi è stato una folgorazione, uno sguardo proprio come la metafora sugli occhi di questi versi. Allo stesso modo gli occhi di Dante sono stati percossi, sconvolti dal fulgore e dallo splendore degli occhi di Beatrice. Ne abbiamo riconosciuto e avvertito la virtù segreta, misteriosa e vitalizzante e l’alta virtù dello scrivere ci ha percosso proprio come uno sguardo, e mediante lo sguardo il cuore con quel rispetto e amore proprio come il bambino che quando ha paura corre a rifugiarsi dalla mamma (…) TOSTO CHE NELLA VISTA MI PERCOSSE L’ALTA VIRTU’ CHE GIA’ M’AVEA TRAFITTO(…) volsimi alla sinistra col rispitto col quale il fantolin corre alla mamma quando ha paura o quando elli è afflitto(…) Canto XXX Purgatorio. Perchè ribadisco e affermo il tema semantico degli occhi, dello sguardo perchè attraverso essi fondiamo relazioni di fiducia e noi quattro amici abbiamo intravisto qualcosa di essenziale nella persona che era dinanzi a noi, le emozioni e gli stati d’animo che nella vita e poi nella scrittura sono congruenti. In seguito le parole scritte ci hanno consentito di articolare ciò che si svolgeva nella storia delle nostre anime e della nostra vita. E le nostre opere sono proprio come il nostro sguardo, i nostri occhi con le loro infinite espressioni che intendono essere sincere ed essere prese sul serio da chi legge.

Maria Pia Carlucci


New literature frontiers (part 1)

ImmagineIn literature, our intervention, decisive and peculiar, is change of balance between intuition and reason. It depends on balancing it all. And it still captures the memory, the remoteness, this breath of our body that climbs, unaccustomed to technological torpor and ignorance. A remote scenario, but this vivid. The words seek new balances to / from an unstable position, such as lights on our faces. Metamorphosis of phonetic permutations for millions of nouns.

 In letteratura il nostro intervento, determinante e peculiare, consiste nel cambio d’equilibrio tra intuito e raziocinio. È dal bilanciamento che dipende tutto il resto. E si coglie ancora la memoria, la lontananza, questo respiro del nostro corpo che inerpica, disabituato per torpori tecnologici e ignoranza. Uno scenario remoto, eppure presente, vivido. Le parole cercano nuovi equilibri da/per posizioni instabili, come luci sul nostro viso. Metamorfizzazione della fonetica, permutazioni per milioni di sostantivi.

TheCoevas