Strumentisti di Parole/Musicians of words

Articoli con tag “Poetry

Woman at the gates of dawn (Donna ai cancelli dell’alba)

Immagine

Donna e progetto

lussuria in-forma

armonia di fonemi.

Binomio ed artificio

in pensiero quadrilatero.

viscerale avventura

ai cancelli dell’alba,

gioco artistico

fluente foglio,

in pergamene di percezione.

Di piacere intriso d’arte

contamino dita

a fonte comunitaria

crogiuolo d’infinite

idee

e tessera, tessera

di Coevico Collage

Woman and design

lust-in form

harmony of phonemes.

Binomial and artifice

quadrilateral in thought.

visceral adventure

at the gates of dawn,

game art

fluent sheet,

in the scrolls of perception.

Steeped in art and leisure

contaminate fingers

Community-source

crucible of endless

ideas

and card, passport to

Coevic Collage

Fiorella Corbi talks in lyrics about Coevist Woman Manifesto by TheCoevas

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New word sounds (Nuove parole acustiche)

ImmagineSupponiamo di smettere di pensare alla letteratura come oggetto e di iniziare a considerarla un innesco per l’esperienza.

Scenari remoti, lungo la grotta artificiale si colgono improvvise le fenditure nelle mura. Il colore appena accennato. l’umidità che altera l’elettricità dell’aria. Un riverbero, un lungo riverbero muta lo scenario acustico ad ogni nuovo passo. Proviamo a scrivere, ma, per uno strano effetto, le parole paiono inadeguate; come in una cattedrale arcaica, come nella madre di tutte le cattedrali, il senso di un nuovo respiro, remoto, ci riempie simile a un mantra. Emissioni energetiche e una strana sensazione di grembo materno, di accoglienza. queste parole così lunghi, molti secondi, creano bordoni, riempiono con moltissime stille di ridondanza ciclica, tasselli di memorie acustiche, il nostro andare verso la luce. Lo scrivere una nuova esperienza sensoriale, tra corpo e desiderio. è una sorta di rinascita, il desiderio di rinascere.

Suppose we stop thinking of literature as an object and to begin to consider it a primer for the experience.

Remote scenarios, along the cave you capture sudden fissures in the walls. The color just mentioned. humidity that alters the power of the air. A reverb, long reverb changes the scenario sound at every new step. We try to write, but for a strange effect, the words seem inadequate, as in an ancient cathedral, as the mother of all cathedrals, the sense of a new breath, remote fills us like a mantra. Emission energy and a strange feeling of the womb, the host. these words so long, many seconds, create drones, filled with lots of drops cyclic redundancy, pieces of acoustic memories, our walk towards the light. Writing a new sensory experience, of body and desire. is a kind of rebirth, the desire to be reborn.

TheCoevas


Dark waters (Torbide, melmose, amare acque)

Immagine

Taken from new TheCoevas novel << IO >> –
Side A – Ch.4 Dark Waters (Underneath, muddy, water loving)
(M. Verdiani – MP Carlucci – F. Corbi – S. Capecchi – Homer)

(Deep in my dream my sleep was interrupted but my dream was clear)

(…) I was in place, in a casket, in a vacuum. I never counted all the gods? The gods were innumerable. I had to feed the gods, and they have fed me. (…) The wind broke the white morning, the god of the Waters liquid left his glory, and the purified fluid formless. The magnificence of the Seven Seas was bleached rocks, kissing tortoise shells, ports and bays of the storm. On splash, my wood sailed, with memory and some superstition. It was great ship, a long pletro, sewn tenons and mortises, the sides open, the bow high in a long sharp beak of bronze. The castle rose a figurehead head of a swan, my genius never would have sunk. (…)

Once again the trip, this time acted in a dreamlike journey into reality. Either everything is confused as when we lose sight of ourselves? The respectful presence to ourselves, we ask, because we lost in a past that makes us go down, and with the head turned away and lost to us towards an ever present and a new future that we can not see. What I want to tell us?

IO” upcoming in major bookstores, web and TheCoevas.

Dalla Nuova Opera Letteraria <<IO>> –

Side A – Cap.4 Dark waters (Torbide, melmose, amare acque)
(M. Verdiani – M. P. Carlucci – F. Corbi – S. Capecchi – Omero)

(Nel mio sogno il mio sonno s’interruppe ma il mio sogno rimase chiaro)

(…)Ero in luogo, in uno scrigno, nel vuoto. Avrei mai contato tutti gli dèi? Gli dèi erano innumerevoli. Avrei dovuto nutrire gli dèi, ed essi avrebbero nutrito me. (…) Il vento candido ruppe il mattino, il dio delle Acque lasciò la sua liquida gloria, e purificò i fluidi senza forma. La magnificenza dei Sette Mari avrebbe candeggiato gli scogli, baciato gusci di testuggine per porti di tempesta e baie. Su dagli spruzzi, il mio legno salpò, con la memoria e una certa superstizione. Era ottima nave, lunga un pletro, cucita a tenoni e mortase, le murate aperte, la prua alta prolungata in un rostro di bronzo appuntito. Sul castello s’innalzava una polena a testa di cigno; il mio genio mai l’avrebbe inabissata.(…)

Ancora una volta il viaggio, questa volta un viaggio onirico agito nel reale. O tutto si confonde come quando perdiamo di vista noi stessi? La rispettosa presenza a noi stessi, invochiamo, poiché persi in un passato che ci abbatte e ci fa proseguire con la testa girata verso le spalle e persi a noi verso un presente sempre nuovo e un futuro che non riusciremo a vedere. Cosa vorrà comunicarci IO?

IO ” prossimamente nelle migliori librerie e i TheCoevas.


Strangeitude(BizzarraMente)

Immagine(…) In the vast halls, there were Valenciennes lace and Malines, Suffa from fabrics and multicolored fabrics Ottomans, ink and Chinese brocades. On the old chaise-longue great grandmother, stood out in those Lampas: untouchable relics. Still, velvets and chiseled dévoré. I love the velvet. Li attruppavo thighs, I opened the palm of the hand, and I let slide. Peacock feathers , with hypnotic drawings  teased from their corners. On the intimate toilet, a chest inlaid with ivory, preserved the family jewels. The silky necklace of South Sea pearls, three strands of beads that same platoon of soldiers in a row, with its splendid charmed me East.

High on the walls, the Tour, the pinnacle of Dante, cut off the urbe sight, like a cancer is removed by skill. Let me reveal to you, his madrigal a fountain, a pond inside, his symphony. Songs of nymphs, until we become lured to the cry of the sirens. Now while the lawn is dissolved in daisies, Neptune claimed another soul. (…)

To read this sequence of descriptive artifacts and ornaments of a salon, in a room, “an intimate house”, or other objects of sensation narrative, psycho-magical situations you realize how much the character I had to do with the joy, the joy that truly makes living, growing from nothing and lives and dies in the absence of time into timelessness. And only someone who is healthy, who lives full of joy he leaps at the right time and can live on it because the joy, as the image of the heart is irrevocable. (E.Borgna) Will this existential hermeneutics of the figure emblematic events of his life? What does this mean << (…) Neptune claimed another soul (…) >>?

(…)Nei vasti saloni, c’erano merletti Valenciennes e Malines, suffà dalle stoffe policrome e tessuti ottomani, Chinè e broccati cinesi. Sulla vecchia chaise-longue della bisnonna, spiccavano quelli in Lampasso: intoccabili reliquie. Ancora, velluti cesellati e dévoré. Adoro il velluto. Li attruppavo sulle cosce, schiudevo il palmo della mano, e lasciavo scorrere. Piume di pavone dagl’ipnotici disegni, zimbellavano dai loro angoli. Sull’intima toeletta, uno scrigno intarsiato d’avorio, preservava gioielli di famiglia. Il serico collier di perle South Sea; tre fili di sfere così uguali a plotone di soldati in fila, m’incantava col suo splendido oriente.

Alta sulle mura, la Tour, pinnacolo dantesco, tagliava fuori l’urbe dalla vista, come un cancro rimosso da perizia. Lasciate che vi riveli; una fontana suo madrigale, un laghetto interno, sua sinfonia. Canzoni di ninfe, finché venissimo adescati al grido delle sirene. Ora mentre il prato si dissolveva in margherite, Nettuno rivendicava un’altra anima.(…)

A leggere questa sequenza di manufatti e ornamenti descrittivi d’un salone, d’una stanza, di “un’intima abitazione”, di oggetti o altro narranti sensazioni, situazioni psico-magiche ci si rende conto di quanto l’Io protagonista abbia avuto a che fare con la gioia, la gioia che rende vivi realmente, che cresce dal nulla e vive e muore nell’assenza del tempo:nella intemporalità. E solo chi è integro, chi vive per intero ha slanci di gioia nel momento giusto e può vivere di essa perchè la gioia, come immagine del cuore è irrevocabile.(E.Borgna) Sarà questa condizione esistenziale la cifra ermeneutica degli emblematici avvenimenti della sua vita? Cosa vorrà significare <<(…) Nettuno rivendicava un’altra anima(…)>>?

Taken from the new novel “IO” by TheCoevas