Strumentisti di Parole/Musicians of words

literature

Strangeitude(BizzarraMente)

Immagine(…) In the vast halls, there were Valenciennes lace and Malines, Suffa from fabrics and multicolored fabrics Ottomans, ink and Chinese brocades. On the old chaise-longue great grandmother, stood out in those Lampas: untouchable relics. Still, velvets and chiseled dévoré. I love the velvet. Li attruppavo thighs, I opened the palm of the hand, and I let slide. Peacock feathers , with hypnotic drawings  teased from their corners. On the intimate toilet, a chest inlaid with ivory, preserved the family jewels. The silky necklace of South Sea pearls, three strands of beads that same platoon of soldiers in a row, with its splendid charmed me East.

High on the walls, the Tour, the pinnacle of Dante, cut off the urbe sight, like a cancer is removed by skill. Let me reveal to you, his madrigal a fountain, a pond inside, his symphony. Songs of nymphs, until we become lured to the cry of the sirens. Now while the lawn is dissolved in daisies, Neptune claimed another soul. (…)

To read this sequence of descriptive artifacts and ornaments of a salon, in a room, “an intimate house”, or other objects of sensation narrative, psycho-magical situations you realize how much the character I had to do with the joy, the joy that truly makes living, growing from nothing and lives and dies in the absence of time into timelessness. And only someone who is healthy, who lives full of joy he leaps at the right time and can live on it because the joy, as the image of the heart is irrevocable. (E.Borgna) Will this existential hermeneutics of the figure emblematic events of his life? What does this mean << (…) Neptune claimed another soul (…) >>?

(…)Nei vasti saloni, c’erano merletti Valenciennes e Malines, suffà dalle stoffe policrome e tessuti ottomani, Chinè e broccati cinesi. Sulla vecchia chaise-longue della bisnonna, spiccavano quelli in Lampasso: intoccabili reliquie. Ancora, velluti cesellati e dévoré. Adoro il velluto. Li attruppavo sulle cosce, schiudevo il palmo della mano, e lasciavo scorrere. Piume di pavone dagl’ipnotici disegni, zimbellavano dai loro angoli. Sull’intima toeletta, uno scrigno intarsiato d’avorio, preservava gioielli di famiglia. Il serico collier di perle South Sea; tre fili di sfere così uguali a plotone di soldati in fila, m’incantava col suo splendido oriente.

Alta sulle mura, la Tour, pinnacolo dantesco, tagliava fuori l’urbe dalla vista, come un cancro rimosso da perizia. Lasciate che vi riveli; una fontana suo madrigale, un laghetto interno, sua sinfonia. Canzoni di ninfe, finché venissimo adescati al grido delle sirene. Ora mentre il prato si dissolveva in margherite, Nettuno rivendicava un’altra anima.(…)

A leggere questa sequenza di manufatti e ornamenti descrittivi d’un salone, d’una stanza, di “un’intima abitazione”, di oggetti o altro narranti sensazioni, situazioni psico-magiche ci si rende conto di quanto l’Io protagonista abbia avuto a che fare con la gioia, la gioia che rende vivi realmente, che cresce dal nulla e vive e muore nell’assenza del tempo:nella intemporalità. E solo chi è integro, chi vive per intero ha slanci di gioia nel momento giusto e può vivere di essa perchè la gioia, come immagine del cuore è irrevocabile.(E.Borgna) Sarà questa condizione esistenziale la cifra ermeneutica degli emblematici avvenimenti della sua vita? Cosa vorrà significare <<(…) Nettuno rivendicava un’altra anima(…)>>?

Taken from the new novel “IO” by TheCoevas

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Coeva’s review on “L’Indice dei libri del mese” magazine n 4 Aprile 2012 by Alberto Fea

Gloria a Te Caos. E’ uno degli inni di questa fiaba nella quale si mescolano passato, presente e futuro. Leggiamo di Strauss: topo filosofo, laureato in ingegneria elettronica. Ama Dostoevskij e Conrad. Creativo e sottile può essere insopportabile. Kama è bellezza virile e spontanea. Velle è femminilità voluttuosa e ardente. Accademia comunica in modo eccessivo. Quando tace, il suo sguardo si fa penetrante. Ha braccia lunghe e la fronte attraversata da rughe. Ginger arriva saltellando. Ogni tanto punta l’indice al cielo. È allegro e vivace. Kafkasìa ha capelli magici: crescono un po’ quando fa domande.

Incontrare questi e gli altri personaggi ci immerge in un’esperienza curiosa. Gli eventi sono affiancati gli uni agli altri senza regole apparenti. Oscuri dialoghi dal vago sapore spirituale lasciano il posto a frenesie sessuali. Litanie di frasi ironiche senza punteggiatura, luoghi comuni, pensieri di saggezza hanno il suono dell’acqua che scorre da un rubinetto aperto.

È un racconto con tante facce, come la nostra vita probabilmente. Siamo più seri sul lavoro e brillanti con gli amici. Ci sentiamo liberi alle feste. Ci contraddiciamo. Ripetiamo lo stesso copione: interpretiamo prima una parte poi un’altra in un ciclo indefinito. Eppure siamo sempre noi. E proprio noi siamo chiamati in causa nelle ultime pagine. La fiaba si chiude con sequenze di lettere, di numeri e poi ancora con segni che possono far pensare a macchie di Rorschach. Ebbene, dopo tutto ciò, ci viene offerta un’opportunità: scegliere un’altra conclusione che ci soddisfi per bene. Dopo averla scritta, potremmo inviarla alla casa editrice. Perchè non incontrarci per scambiarci idee di persona? Usciremmo dalla carta. Ci vedremmo, ci annuseremmo, ci assaggeremmo. Gli autori di Coeva ci ricordano che le parole non bastano e la vita va oltre. Siamo ancora noi a leggere e a cercare le virgole.

Alberto Fea

 Glory to Thee Chaos. And ‘one of the hymns of this fairy tale in which mingle the past, present and future. We read of Strauss: mouse philosopher, who graduated in electrical engineering. He loves Dostoyevsky and Conrad. Creative and thin can be unbearable. Kama is spontaneous and manly beauty. Velle is voluptuous and passionate femininity. Academy communicates excessive. When silent, his gaze is penetrating. He has long arms and forehead crossed by wrinkles. Ginger comes hopping. Every now and then point the finger to the sky. It is cheerful and lively. Kafkasìa has magical hair: grow a bit ‘when asking questions.

Meet these and other characters immerses us in a curious experience. Events are next to each other with no apparent rules. Dark, vaguely spiritual dialogues give way to sexual frenzy. Litany of ironic sentences without punctuation, clichés, thoughts of wisdom have the sound of water flowing from a tap running.

It is a story with many faces, like our lives probably. We are more serious at work and brilliant with friends. We feel free to parties. There contradict. We repeat the same script: we interpret the first part and then another in an indefinite loop. Yet we are still us. And we are called into question in the back pages. The tale ends with sequences of letters, numbers, and then again with signs that may make you think of Rorschach inkblots. Well, after all, we are offered an opportunity: select a different conclusion that satisfies us for good. After writing it, we could send it to the publisher. Why not meet to exchange ideas in person? Just exit card. There we will see, there annuseremmo, there assaggeremmo. Contemporary authors remind us that words are not enough and the life beyond. We still look for us to read and commas.

 Alberto Fea