Strumentisti di Parole/Musicians of words

M. Appignani: Coevica

M. Appignani – Coevica: The first original soundtrack composed for a novel in Italy

Cd available on:

http://itunes.apple.com/us/album/coevica-original-soundtrack/id491897436

http://www.amazon.de/Coevica-Original-Soundtrack-Composed-Novel/dp/B006PGVR6E/ref=dm_ap_alb3 (Germany)

http://www.amazon.fr/Coevica-Original-Soundtrack-Composed-Novel/dp/B006PLISBG/ref=sr_shvl_album_1?ie=UTF8&qid=1325071412&sr=301-1 (France)

http://www.amazon.com/Coevica-Original-Soundtrack-Composed-Novel/dp/B006PF0KMW/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1325071495&sr=8-1 (U.S.)

http://www.deezer.com/en/music/marcello-appignani/coevica-1457036

Conobbi “TheCoevas” a Roma in occasione di una delle presentazioni del loro romanzo presso la libreria/centro culturale “Bibli” dove, al pianoforte, sottolineavo alcuni passaggi del testo. Rimasi subito colpito dalla assoluta arguzia e audacia di quella narrazione “strampalata”: un “tuffo surreale” quando iniziai a leggerla con tutte quelle frasi coeviche e fuori dalla realtà quotidiana. Successivamente mi proposero, sempre in linea con l’originalità che contraddistingue questo drappello di scrittori, di comporne la colonna sonora, altra idea particolarissima che ci premia quali primi in Italia ad avere realizzato un prodotto del genere (negli Stati Uniti le prime colonne sonore per romanzi risalgono solo a pochi mesi fa). Accolsi con entusiasmo l’idea e così mi sprofondai in quel mondo fuori dal mondo, con il risultato di un lavoro che io amo definire, secondo un mio neologismo, “poema sinfotronico” che lega echi di poemi sinfonici, danze rinascimentali, ballate pop/rock a sequenze elettroniche coeve. Della trentina di capitoli di cui è composto il libro, sono sedici quelli che hanno trovato la “conversione” in pentagrammi, come se fossero le scene con musica di una sceneggiatura cinematografica.

L’ispirazione scorre fluida e libera – tanto è vero che non viene rispettato l’ordine dei capitoli – anche se in un paio di momenti mi sono scrupolosamente attenuto al testo come nelle note mi e si bemolle che danno il via all’intera opera (appropriandomi della frase il mi e il si bemolle si bagnarono nell’eco dal capitolo “E l’aria ascolta…”) o in quella lunga, spropositata pausa immediatamente prima de “La grande curva” e che rappresenta la “Zero gravità” (dove ci si riposa un attimo nell’interludio, simbolo della pausa). C’è anche il rumore dei tasti di una cara e vecchia macchina da scrivere (in fondo si tratta della musica per un romanzo!) che ritmicamente accompagna le ultime note di “Tuffo surreale, tuffo improbabile” e, spero una gradita sorpresa, la mia voce che canta l’incipit del “Preludium mirabilia virgem d’Amazzonia” dando nuovo lustro alle mie origini cantautoriali. Nella miriade di strumenti classici ed elettronici utilizzati ho composto “Coevica” basandomi su un leitmotiv che unisce i capitoli e pensando comunque a un imprescindibile utilizzo live nel quale mi alterno, come è mio solito, al pianoforte e alla chitarra.

Marcello Appignani

I knew “TheCoevas” in Rome on the occasion of one of the presentation of their novel at the bookshop/culture centre “Bibli” where, at the piano, I underlined some novel’s passages. I was immediately stroke by absolute wit and boldness of that “eccentric” tale: a surreal dive when I began to read it with all those coeval phrases and out of daily reality. Later they proposed me, always in line with the originality which countersigns this authors’ band, to compose its soundtrack, that is a very original idea which awards us as the first ones in Italy for having made such a product (in United States the first soundtracks for novels date back only a few months ago). I accepted enthusiastic this idea and so I sank in that world out of the world, with the result of a work which I like to determine, according to a neologism of mine, “symphotronic poem” which connects echoes of symphonic poems, Renaissance’s dances, pop/rock ballads to coeval electronic sequences. Of thirty chapters whom the book is composed, sixteen are these converted in staves, as they were scenes with music of a screenplay.

Inspiration flows fluid and free – the order of the chapters is not respected – even if a pair of moments I kept meticulously to the text like in the chapter “And the air listens” for E and B flat or in that long, unproportionate pause before “The big curve” which represents “Zero gravity” (where we rest for a moment in the interlude, pause’s symbol). There is the noise of the keys of a dear and old typewriter (it’s a music for a novel, at the end!) who rhythmically accompanies “Surreal dive, improbable dive”’s last keys and, I hope, my voce that sings “Preludium mirabilia Amazon’s virgem”’s incipit imparting a new lustre to my artistic origins. In the great number of classic and electronic instruments that I have used I composed “Coevica” in base of a leitmotiv which joins the chapters and thinking however about an unavoidable live-use in which I alternate, as I am used to, at the piano and at the guitar.

Marcello Appignani

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